E vogliamo conoscere
altre entità, altre persone, altre tradizioni.
Vogliamo scambio di vedute, innanzi tutto, certi di
crescere insieme, uscire dal chiuso del proprio orto,
per cercare di navigare su fiume in corsa corrente e
uscire dallo stagno. E noi abbiamo il fiume Tanàgro
che attraversa il paese, intendiamo dargli vita, standoci
più vicino sulle sponde e sulle acque. E far
diventare i nostri conventi chiusi, oasi di pace per
chi la cerca, i luoghi intorno soste di ricreazione
e di silenzio. I Cappuccini, convento e spazio e aria
e respiro sano, invitano a risiedere. L'ospitalità
vogliamo offrire. E case chiuse aprire vorremmo a chi
la sosta estiva ama come riposo. E ritornare ai cibi
sani, ancora preparati dalle cucine nostre, e far vedere
che la terra anche da noi sa produrre con sapori antichi.
Creare un tessuto di idee, infine, e di contatti umani
ed economici è nostro scopo primario, per vedere
come la cultura s'espande e si rinforza svegliandola
dal sottoterra dove soggiace. Un giornalino diffonderà
messaggi e comunicazioni, farà parlare cose e
uomini e chiamerà al colloquio gente vicina e
lontana. E dire anche che sul posto esiste una ricettività
alberghiera che ospiterà più persone per
incontri, per convegni, per famiglie, è nostra
cura. Ma, è singolare aggiungere che non intendiamo
fare del nostro piccolo centro, che è già
sì grande per i valori che conserva, un ampio
spazio, una città urbana. Ah! Ci annullerebbe
nei benesseri che sono tutti raccolti nel respiro della
comodità e nel camminare per le strade intorno
con sicurezza e aria salùbre. I castagneti sono
polmoni palpitanti di respiro e ci si arriva pure a
piedi, sulla strada che s'avvia verso Petina. Ed è
anche nostra intenzione dar mano alle manifestazioni
che non mancano d'estate col contributo di idee e progetti.
Tra tanta carne, infine, messa nel pentolone, saremo
lieti di prenderci, volta per volta, quella più
saporita. |